Riciclo delle fibre (corde/intrecciati-non-intrecciati)

Il riciclo delle fibre sintetiche rappresenta una delle opportunità più recenti e interessanti, grazie alle prospettive di futuri sviluppi che permetterebbero l’uso del prodotto riciclato in una vasta gamma di applicazioni. A oggi, lo studio del riciclo di questi materiali non ha ricevuto molta attenzione, principalmente a causa del basso rapporto tra massa e superficie che li caratterizza e che li rende più difficili da trattare rispetto agli altri materiali polimerici. In particolare, i processi di decontaminazione e asciugatura di questi prodotti vengono spesso presentati come complessi e anti-economici.

Negli ultimi anni, SOREMA ha condotto test industriali mirati, permettendo di sviluppare soluzioni e tecnologie innovative volte al trattamento di questi materiali. Il processo sviluppato da SOREMA permette il riciclo delle fibre sintetiche in maniera semplice ed economicamente vantaggiosa.

Le linee di lavaggio SOREMA possono trattare fibre di diversa natura, come la poliammide, il poliestere e il polipropilene. Se necessario, è possibile anche implementare uno stadio di lavaggio a caldo per la rimozione dei contaminanti più complessi (per esempio dalle cime a uso navale e in prodotti simili).

La principale differenza tra le fibre intrecciate e non risiede nel loro processo di fabbricazione. Le fibre più comunemente utilizzate sono quelle in polipropilene, poliestere e poliammide. Ognuno di questi materiali ha caratteristiche, e quindi modalità di impiego, leggermente diverse.

Per esempio, il polipropilene non assorbe acqua, contrariamente alla poliammide. La resistenza ai raggi UV decresce invece passando dal poliestere alla poliammide al polipropilene. D’altra parte, la poliammide è caratterizzata dalla maggior resistenza elastica, seguita dal poliestere e dal polipropilene. Un’altra differenza risiede nel fatto che il polipropilene galleggia se posto in acqua, contrariamente a poliestere e poliammide.

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